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La Toscana occupa un ruolo di primo piano nella storia dell’abolizione della pena di morte. Il Granducato fu il primo Stato al mondo a compiere questo passo, con una decisione che anticipò di oltre due secoli il dibattito internazionale sui diritti umani e la riforma del sistema penale, influenzando altri Stati europei negli anni successivi.
La riforma di Pietro Leopoldo e il Codice Leopoldino
A promuovere e attuare questa riforma radicale fu il Granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena, che governò la Toscana dal 1765 al 1790 ispirandosi ai principi dell’Illuminismo. Il 30 novembre 1786 promulgò il “Codice Leopoldino” (o Leopoldina), la legge che aboliva non solo la pena di morte ma anche la tortura, riducendo la carcerazione preventiva, istituendo la difesa d’ufficio per i più poveri ed eliminando il reato di lesa maestà: un testo considerato tra i risultati più avanzati dell’intera Europa illuminista. La pena capitale fu sostituita con i lavori pubblici a vita.

La notizia della riforma toscana ebbe eco in tutta Europa: pur senza un’abolizione immediata altrove, l’iniziativa aprì un dibattito che negli anni e nei decenni successivi portò diversi Stati europei a rivedere le proprie legislazioni penali.
Un percorso non sempre lineare
Questa importante conquista non durò a lungo: a causa degli sconvolgimenti politici e sociali di fine Settecento, la pena di morte fu reintrodotta in Toscana nel 1790, anno in cui si concluse anche il governo di Pietro Leopoldo, chiamato a succedere al fratello Giuseppe II sul trono imperiale a Vienna. Nonostante questo passo indietro, l’abolizione del 1786 resta un fatto storico di rilievo internazionale e un precedente citato ancora oggi nel dibattito sui diritti umani.
Perché è importante ricordarlo
L’abolizione della pena di morte è un valore fondamentale per ogni società civile, e la Toscana ha il compito di preservare e valorizzare questo capitolo della propria storia. L’esperienza toscana dimostra che è possibile cambiare leggi e consuetudini anche quando sembrano radicate: per questo, con la legge regionale n. 26 del 21 giugno 2001, il Consiglio Regionale della Toscana ha istituito il 30 novembre come Festa della Toscana, in ricordo della Leopoldina. Ogni anno, in questa data, molte città toscane organizzano iniziative e commemorazioni pubbliche.
Domande frequenti
Chi era Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena?
Fu Granduca di Toscana dal 1765 al 1790, figlio dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Attuò numerose riforme ispirate all’Illuminismo, modernizzando lo Stato toscano e migliorando le condizioni di vita dei sudditi, prima di succedere al fratello Giuseppe II come imperatore del Sacro Romano Impero.
La Toscana fu davvero il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte?
Sì: la legge del 30 novembre 1786 è riconosciuta dagli storici come il primo caso al mondo di abolizione della pena di morte da parte di uno Stato sovrano, seppure per un periodo limitato, dato che la pena capitale fu poi reintrodotta nel 1790.
Perché si festeggia il 30 novembre in Toscana?
Perché in quella data, nel 1786, entrò in vigore il Codice Leopoldino. Dal 2001 la Regione Toscana celebra il 30 novembre come Festa della Toscana proprio in memoria di questo evento.
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