
In questo articolo
Ogni anno San Gimignano lascia per qualche giorno il presente e torna al Duecento: bandiere, tamburi, cavalieri in armatura e le quattro contrade storiche del borgo si sfidano tra piazze e vicoli, in una delle rievocazioni medievali più sentite della provincia di Siena.
Storia: i Cavalieri di Santa Fina

La rievocazione è organizzata dall’associazione I Cavalieri di Santa Fina, che ha inteso riproporre alla città di San Gimignano antichi avvenimenti della sua storia medievale. Il gruppo si rifà a documenti del XIII secolo che attestano la partecipazione di cavalieri sangimignanesi alle battaglie di Montaperti (1260) e di Campaldino (1289), e ha riportato in vita anche le quattro storiche contrade del borgo: San Giovanni, Piazza, Castello e San Matteo.
Il nome dell’associazione onora Fina dei Ciardi, la giovinetta morta in odore di santità il 12 marzo 1253 e diventata compatrona della città: la sua figura resta il filo conduttore che lega la rievocazione alla storia religiosa e civile di San Gimignano.
La struttura della festa
Il Corteo delle Messi
Apre la manifestazione: colori, oggetti e personaggi esprimono simbolicamente il rapporto tra terra e fertilità, in una sfilata che coinvolge le quattro contrade.
La benedizione dei cavalli
Un rituale antico che precede le prove cavalleresche, con i cavalli delle quattro contrade condotti in piazza per la benedizione.
La Giostra dei Bastoni
Il momento clou: lo scontro finale a cavallo tra i cavalieri delle contrade, a turni di due alla volta, per conquistare il titolo.
Tiro alla fune e gara della treccia
Gli uomini delle contrade si sfidano nel tiro alla fune, mentre le giovani nobildonne si confrontano nella gara della treccia: due prove che scandiscono il pomeriggio della festa, insieme al mercato medievale nelle vie del borgo.
Il programma: venerdì, sabato, domenica

Venerdì la festa si apre con lo spettacolo di arti medievali a cura dei gruppi storici dei Cavalieri di Santa Fina, che prosegue con il Medioevo in Danza e continua con i Tamburi, le Chiarine e le Bandiere di San Gimignano.
Sabato il borgo si sveglia con i colori e i suoni del gruppo dei Tamburi, Chiarine e Bandiere medievali, che conducono il pubblico lungo il paese. Nel pomeriggio si disputano le prime due gare tra le contrade: gli uomini si sfidano nel tiro alla fune, mentre le giovani nobildonne si confrontano nella gara della treccia.

Domenica mattina, in Piazza del Duomo, si svolge il Rito della Purificazione, nel quale il ministro di Dio benedice i cavalli e il pubblico. Nel pomeriggio sfila il Corteo delle Messi: una sfilata di circa 500 figuranti delle quattro contrade, che impersonano le famiglie nobili e potenti di fine Duecento. Si distingue tra la folla la protagonista femminile Flora, la Regina della Primavera, celebrata su un carro colmo di spighe di grano. La manifestazione si chiude con la Giostra dei Bastoni, lo scontro finale a cavallo tra i cavalieri delle contrade.
Informazioni pratiche
La rievocazione descritta in questo articolo corrisponde alla Ferie delle Messi, che nel 2026 si svolge dal 19 al 21 giugno a San Gimignano, con il mercato medievale aperto sabato 20 e domenica 21 giugno. La stessa associazione organizza anche Medioevo in Rocca, alla Rocca di Montestaffoli, quest’anno dal 3 al 6 settembre 2026, con spettacoli, falconeria, tiro con l’arco e ambientazione medievale a ingresso gratuito: un’occasione in più per chi visita San Gimignano fuori dalla data della Ferie delle Messi.
Domande frequenti
Chi sono i Cavalieri di Santa Fina?
Un’associazione di rievocazione storica di San Gimignano che ripropone la tradizione cavalleresca cittadina e le quattro contrade storiche del borgo: San Giovanni, Piazza, Castello e San Matteo.
Quando si svolge la festa medievale di San Gimignano?
La Ferie delle Messi, il weekend descritto in questo articolo, si tiene nel 2026 dal 19 al 21 giugno. La stessa associazione organizza anche Medioevo in Rocca, dal 3 al 6 settembre 2026.
Cos’è la Giostra dei Bastoni?
È lo scontro finale a cavallo tra i cavalieri delle quattro contrade, a turni di due alla volta: il momento clou della domenica pomeriggio.
Perché l’associazione si chiama “Santa Fina”?
In onore di Fina dei Ciardi, morta in odore di santità il 12 marzo 1253 e diventata compatrona di San Gimignano.
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