La Ricetta della Tradizione: I Cenci Toscani (secondo l’Artusi)

I cenci, dolce tipico per festeggiare il Carnevale

Non esiste Carnevale in Toscana senza il profumo dei Cenci. Il nome deriva dalla loro forma irregolare che ricorda dei piccoli “cenci” (stracci) di stoffa. La ricetta originale, tramandata dal celebre Pellegrino Artusi nel suo manuale “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, è la garanzia per ottenere un dolce croccante, leggero e per nulla unto.

I cenci, dolce tipico per festeggiare il Carnevale

Ingredienti

  • 400g di Farina 00
  • 2 Uova medie
  • 50g di Zucchero semolato
  • 30g di Burro fuso (o Olio EVO)
  • Un pizzico di sale
  • 2 cucchiai di Vin Santo (o Grappa/Liquore all’anice)
  • Scorza grattugiata di un limone bio
  • Olio di semi di arachidi per friggere
  • Zucchero a velo per decorare

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Per ottenere dei Cenci perfetti, la stesura della sfoglia e la temperatura dell’olio sono i segreti del successo:

La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene
  • Il Taglio Perfetto: Per dare ai Cenci i bordi a zigzag tipici della tradizione, ti serve una Rotella Tagliapasta dentellata in ottone o acciaio. È lo strumento che fa la differenza tra un lavoro amatoriale e uno professionale.
  • La Sfoglia Velata: La pasta deve essere sottilissima. Se non vuoi faticare con il mattarello, una Macchina per la pasta manuale è l’investimento ideale per ottenere una sfoglia uniforme che “bolle” appena tocca l’olio.
  • Frittura Senza Errori: Per evitare che i Cenci si brucino o rimangano molli, usa un Termometro da cucina per alimenti. L’olio deve restare costante tra i 170∘ e i 175∘C.
  • La Bibbia della Cucina: Se vuoi scoprire altre varianti, non può mancare nella tua libreria il volume La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi. L’”Artusi” è certamente il libro più famoso e letto sulla cucina italiana, quello da cui molti grandi cuochi hanno tratto ispirazione per le loro moderne creazioni. E in effetti ancora oggi ha molto da insegnare a tutti noi… Eppure non è solo questo: non è solo un monumento all’arte del mangiar bene e alla moderna scienza dell’alimentazione. Con un tono colloquiale, con digressioni e aneddoti divertenti, questo ricettario, che ebbe un successo editoriale eccezionale, e fu ristampato infinite volte, svolse un ruolo centrale anche per l’unificazione linguistica e culturale della giovane Italia. Ebbene sì. Quella nazione che non c’era, nata faticosamente sui campi da battaglia, si fece prima di tutto a tavola… Un volume che servì dunque non solo per definire una tradizione culinaria nazionale, ma che funzionò anche come “abbecedario”; un ricettario attraverso cui apprendere una lingua, l’italiano, a molti allora sconosciuta.

Procedimento

  1. L’Impasto: Disponi la farina a fontana, aggiungi le uova, lo zucchero, il burro fuso, il Vin Santo e la scorza di limone. Lavora energicamente finché il panetto non sarà liscio ed elastico.
  2. Il Riposo: Avvolgi l’impasto nella pellicola e lascialo riposare per almeno 30 minuti a temperatura ambiente.
  3. La Sfoglia: Tira la pasta con la macchina o il mattarello fino a renderla quasi trasparente. Più è sottile, più i Cenci saranno friabili.
  4. Il Taglio: Con la rotella dentellata, ricava delle strisce o dei rombi. Fai un piccolo taglio centrale su ogni pezzo: aiuterà la cottura.
  5. La Frittura: Tuffa pochi pezzi alla volta in olio bollente. Bastano pochi secondi per lato: quando sono dorati e pieni di bolle, scolali su carta assorbente.
  6. Il Tocco Finale: Una volta freddi, spolverizza con abbondante zucchero a velo.

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