10 Segreti della Toscana che i Turisti Non Conoscono (e i Toscani Non Vogliono Svelare)

10 Segreti della Toscana che i Turisti Non Conoscono (e i Toscani Non Vogliono Svelare)
Collage di luoghi segreti della Toscana: corridoio Vasariano, borghi e colline
Toscana · Curiosità

10 Segreti della Toscana che i Turisti Non Conoscono (e i Toscani Non Vogliono Svelare)

Dai passaggi segreti dei Medici ai borghi dimenticati dove il tempo si è fermato: la Toscana che nessuna guida racconta.

Girando Toscana · Curiosità · Lettura: 8 minuti

“Conosco la Toscana da tutta la vita.” Quante volte lo hai sentito dire? Eppure, anche chi ci è nato spesso non sa che sotto le strade di Firenze corre un corridoio sopraelevato lungo oltre un chilometro, che esistono ghetti scavati nella roccia dove per secoli è fiorita una comunità ebraica, o che le acque termali più famose della Maremma sgorgano anche gratis, giorno e notte. Abbiamo verificato dieci curiosità toscane, correggendo leggende e numeri dove serviva: ecco la Toscana che (forse) non conosci ancora.

I 10 segreti della Toscana

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Il Corridoio Vasariano di Firenze: il passaggio segreto dei Medici

Nel 1565 Cosimo I de’ Medici commissionò a Giorgio Vasari un corridoio sopraelevato lungo oltre un chilometro che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, passando sopra gli Uffizi e Ponte Vecchio: il granduca non voleva mescolarsi con il popolo nei suoi spostamenti. Per secoli ha ospitato una delle più grandi collezioni di autoritratti al mondo. Dopo importanti lavori di restauro è di nuovo visitabile.

Vicoli e scorci di un borgo toscano in tufo, atmosfera di Pitigliano
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Pitigliano, “la Piccola Gerusalemme” scavata nel tufo

Su uno sperone di tufo in Maremma sorge Pitigliano, dove dal Cinquecento si rifugiarono ebrei in fuga dagli Stati Pontifici. La sinagoga del 1598 e il ghetto, istituito dai Medici nel 1622, custodiscono ancora forno per il pane azzimo, macellazione kosher e bagno rituale scavati nella roccia. Nell’Ottocento la comunità arrivò a un quarto della popolazione del borgo, guadagnandosi da Livorno il soprannome di “Piccola Gerusalemme”.

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Il Brunello di Montalcino e la scommessa di Biondi-Santi

Il Brunello moderno nasce da un atto quasi ribelle: nel 1888 Ferruccio Biondi-Santi imbottigliò il primo Brunello di Montalcino vinificando in purezza il Sangiovese Grosso, sfidando la tradizione toscana dell’uvaggio misto. Il risultato fu un vino capace di invecchiare per decenni. Il segreto resta il terreno: le colline di Montalcino hanno un microclima unico, asciutto d’estate e ventoso d’inverno.

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Le “buchette del vino”: il delivery del Seicento fiorentino

Nei vicoli di Firenze si notano piccole finestre rettangolari murate nei palazzi nobiliari, a circa un metro da terra: le buchette del vino, aperte nel Seicento da famiglie come Antinori, Frescobaldi e Rucellai per vendere al popolo il vino delle proprie tenute senza passare dagli osti. Durante la pandemia di Covid-19 alcune sono tornate in funzione per servire bicchieri in sicurezza. Oggi in città ne sono state censite oltre 180.

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La Via Francigena toscana: il cammino che il turismo di massa non ha ancora scoperto

Mentre il Cammino di Santiago è diventato un fenomeno di massa, il tratto toscano della Via Francigena resta tra i cammini meno affollati d’Europa. Il tratto da San Gimignano a Siena, quasi 50 km percorribili in due tappe, attraversa colline senesi, abbazie romaniche e le terme di Bagno Vignoni. Il periodo migliore è tra settembre e novembre, con la vendemmia a colorare le colline.

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Le terme libere di Saturnia: le Cascate del Mulino, gratis 365 giorni l’anno

Accanto allo stabilimento termale a pagamento di Saturnia, le stesse acque sulfuree sgorgano a 37,5°C nelle vasche naturali scavate nel travertino delle Cascate del Mulino: accessibili gratuitamente 24 ore su 24, tutto l’anno. Il momento migliore per goderle in pace è l’alba o le sere d’inverno, quando il vapore crea nuvole bianche sull’acqua e la folla si dirada.

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La Lunigiana, la provincia toscana che (quasi) nessuno visita

Incastrata tra Liguria ed Emilia, la Lunigiana è terra di castelli medievali, formaggi di pecora e cucina contadina rimasta quasi intatta. Pontremoli, il capoluogo, ospita dal 1953 il Premio Bancarella, tra i più longevi premi letterari italiani, e il Museo delle Statue Stele nel Castello del Piagnaro, che espone sculture preistoriche risalenti a migliaia di anni fa. I turisti, di solito, passano oltre diretti alle Cinque Terre.

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Il tartufo bianco di San Miniato: il diamante nascosto della Valdera

Alba è famosa in tutto il mondo, ma San Miniato, in provincia di Pisa, è una delle zone italiane più importanti per il tartufo bianco pregiato, con prezzi che negli anni migliori hanno superato i 3.000-5.000 euro al chilo. Nel 1954 il cercatore Arturo Gallerini vi trovò un esemplare da 2.520 grammi, il più grande mai documentato al mondo, poi donato al presidente USA Dwight Eisenhower. Ogni autunno la Mostra Mercato Nazionale anima il borgo con risotti al tartufo e cani da cerca.

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Monterchi e la Madonna del Parto: il capolavoro nel borgo di mille abitanti

Nell’Alta Valtiberina, vicino a Città di Castello, è custodita la Madonna del Parto di Piero della Francesca: l’unica Madonna incinta dell’arte rinascimentale italiana, dipinta secondo la tradizione per il paese natale della madre dell’artista. Per secoli è rimasta in una cappella di campagna, meta di pellegrinaggio delle donne incinte della zona. Oggi ha un piccolo museo dedicato.

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Le Crete Senesi all’alba: lo spettacolo gratuito più fotografato d’Italia

Le colline ondulate e i cipressi in fila delle Crete Senesi regalano lo scatto migliore nella mezz’ora prima e dopo l’alba, da ottobre ad aprile, quando la nebbia bassa crea un mare di nuvole tra le colline. Il Podere Baccoleno, vicino ad Asciano, con il suo viale di cipressi a esse, è tra i soggetti più fotografati della Toscana, sia all’alba sia al tramonto. Non serve nulla: solo svegliarsi presto e salire su una delle colline intorno ad Asciano.

Questi dieci segreti sono solo la punta di un iceberg sommerso nella bellezza. La Toscana si svela lentamente, a chi ha la pazienza di deviare dalla strada principale e chiedere al vecchio al bar cosa c’è davvero da vedere in zona. Perché i suoi tesori più preziosi non si trovano sulle guide, ma nelle conversazioni, nei vicoli senza nome, nelle strade bianche che portano verso il nulla — e che invece portano verso tutto.

Domande frequenti

È vero che Hitler salvò Ponte Vecchio dalla distruzione?

È una leggenda molto diffusa ma non confermata dagli storici. Ponte Vecchio fu davvero l’unico ponte di Firenze risparmiato dai tedeschi in ritirata nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944, ma il merito è attribuito soprattutto al console tedesco Gerhard Wolf, che si adoperò per salvarlo (una lapide lo ricorda dal 2007); altre testimonianze citano il sabotaggio di un fiorentino soprannominato “Burgasso”.

Le Cascate del Mulino di Saturnia sono davvero gratuite?

Sì. A differenza dello stabilimento termale a pagamento, le vasche naturali delle Cascate del Mulino sono pubbliche e accessibili gratuitamente 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno.

Qual è il periodo migliore per visitare la Via Francigena in Toscana?

Settembre-novembre, durante la vendemmia: temperature miti, colline colorate e molti meno camminatori rispetto alla primavera.

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Fonti

Il consiglio di Fabio

Alle Cascate del Mulino a Saturnia arriva prima delle 8 del mattino, soprattutto d’estate: dopo le 10 il parcheggio si riempie e le vasche più belle diventano difficili da raggiungere.

— Fabio, Girando Toscana

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