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Non è uno spettacolo organizzato per i turisti: il Palio di Siena è la cosa più seria che accade in città due volte l’anno, il 2 luglio e il 16 agosto, quando diecimila senesi smettono di essere semplicemente senesi e tornano a essere, prima di tutto, di una contrada. Per tre giri di pista in Piazza del Campo — poco più di un minuto di corsa — mesi di attesa, rivalità secolari e un’identità che si tramanda da generazioni si giocano tutto in una manciata di secondi.
La storia: dalle corse per le vie alla Piazza del Campo
Le corse di cavalli a Siena hanno radici medievali e nei secoli hanno assunto forme diverse — corse a bufale, ad asini, con carri — prima di stabilizzarsi nella formula attuale. Il primo Palio “alla tonda”, cioè corso intorno a Piazza del Campo così come lo conosciamo oggi, risale al 1633 e fu vinto dalla contrada della Tartuca. Da allora la manifestazione ha assunto progressivamente la forma stabile che mantiene dal 1656, quando il Palio dedicato alla Madonna di Provenzano si affiancò a quello di mezz’agosto in onore dell’Assunta, dando origine ai due appuntamenti che si corrono ancora oggi.
Il Palio non è mai stato pensato come attrazione turistica: è una festa civica e religiosa che appartiene ai senesi, organizzata e vissuta dalle contrade con un rigore che ha attraversato quasi quattro secoli quasi senza interruzioni, sospesa solo in rare occasioni straordinarie come le due guerre mondiali.

Il Corteo Storico e Piazza del Campo, cuore pulsante del Palio
Le 17 contrade di Siena
Siena è divisa in 17 contrade, ciascuna con un proprio territorio, una chiesa, un museo, un animale o simbolo araldico, colori e un forte spirito identitario che si vive tutto l’anno, non solo nei giorni del Palio: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone.
Per ogni Palio corrono solo 10 delle 17 contrade: le 7 che non hanno corso l’ultima edizione dello stesso Palio partecipano di diritto, mentre le altre 3 vengono estratte a sorte. Le rivalità tra contrade “nemiche” storiche — come quella tra Oca e Torre, o tra Civetta e Leocorno — pesano quanto e più della semplice volontà di vincere: a volte l’obiettivo reale di una contrada in un dato Palio non è tanto vincere, quanto impedire la vittoria della rivale.
La Tratta e le prove: come si scelgono cavalli e fantini
Nei giorni precedenti il Palio si svolge la Tratta, l’assegnazione a sorte dei cavalli alle 10 contrade partecipanti: ogni contrada riceve un cavallo diverso, e da quel momento — non prima — può ingaggiare il fantino che lo monterà. Nei giorni successivi si corrono sei prove, una al mattino e una al pomeriggio, in cui i fantini prendono confidenza con il cavallo assegnato sulla stessa pista che ospiterà la corsa vera.
Il fantino riceve un nerbo — un tendine di bue essiccato — che può usare per incitare il proprio cavallo o per ostacolare gli avversari durante la corsa: è uno degli elementi che rende il Palio una gara dove le alleanze e gli accordi tra contrade contano quanto la velocità del cavallo.
Il giorno del Palio: corteo, mossa e Carriera
Il pomeriggio del Palio si apre con il Corteo Storico, una sfilata di oltre 600 figuranti in costume d’epoca che rievoca le istituzioni e la grandezza dell’antica Repubblica di Siena: alfieri che lanciano le bandiere al ritmo dei tamburi, i rappresentanti di ogni contrada, i magistrati cittadini. Il corteo entra in Piazza del Campo intorno alle 17 e la attraversa lentamente, mentre la piazza — già gremita dal mattino — attende con crescente tensione.
Solo alla fine del corteo i cavalli vengono chiamati alla “mossa”, il via della corsa: l’ordine di entrata tra i due canapi che segnano la partenza è sorteggiato e tenuto segreto fino all’ultimo momento. Nove contrade entrano tra i canapi in ordine, la decima — di rincorsa — entra quando vuole e il suo ingresso dà il via alla Carriera vera e propria. Non è raro che la mossa venga annullata e ripetuta più volte per false partenze: può volerci anche più di un’ora prima che la corsa parta davvero.
La Carriera consiste in tre giri di pista intorno a Piazza del Campo, su un percorso di tufo appositamente steso per l’occasione, per una distanza complessiva di circa 1.000 metri percorsa in poco più di 70-90 secondi. Vince la contrada il cui cavallo taglia per primo il traguardo, anche senza il fantino in sella: uno dei tratti più caratteristici del Palio, che sottolinea come al centro della competizione ci sia il cavallo, non il cavaliere.
Non un fantino su un cavallo, ma un’intera contrada che rivive, per novanta secondi, l’orgoglio di secoli di storia.
Il Drappellone: il premio dipinto a mano
Il premio della vittoria non è un trofeo, ma il Drappellone — detto anche “Cencio” — un drappo di stoffa dipinto a mano da un artista diverso a ogni edizione, con soggetti che uniscono simboli mariani, richiami alla storia di Siena e allo stemma della contrada vincitrice. Il Drappellone viene portato in trionfo dalla contrada vincitrice ed esposto poi nel proprio museo, dove resta come testimonianza tangibile della vittoria, spesso festeggiata per mesi con cene collettive nelle strade della contrada.
Dove vedere il Palio: piazza gratis o palchi a pagamento
Il centro di Piazza del Campo — la cosiddetta “conchiglia” — è gratuito e aperto a chiunque dalle 9 del mattino, e può contenere circa 30.000 persone in piedi: per una buona posizione vicino alla pista conviene entrare entro le 14, sapendo che si resterà in piedi per diverse ore, senza possibilità di uscire e rientrare. È consigliabile portare acqua, cappello e crema solare; per motivi di sicurezza i bambini sotto i 12 anni non sono ammessi nella parte centrale della piazza.
Chi preferisce vedere la corsa seduto può prenotare un posto nelle tribune (indicativamente 80-300 euro a persona) o su un balcone privato degli edifici che si affacciano sulla piazza (200-500 euro a persona): non esiste una biglietteria unica, e i posti si prenotano con largo anticipo tramite agenzie autorizzate, alcune contrade o i proprietari degli appartamenti.
Domande frequenti
Quando si corre il Palio di Siena?
Due volte l’anno: il 2 luglio, il Palio di Provenzano, e il 16 agosto, il Palio dell’Assunta.
Quante contrade corrono ogni Palio?
10 delle 17 contrade totali: 7 di diritto (quelle che non hanno corso l’ultima edizione dello stesso Palio) e 3 estratte a sorte.
Si può vedere il Palio gratis?
Sì, il centro di Piazza del Campo è gratuito e accessibile a tutti dalle 9 del mattino, ma bisogna restare in piedi per diverse ore e arrivare presto per un buon posto.
Perché un cavallo può vincere senza fantino?
Perché la corsa premia il cavallo che taglia per primo il traguardo, non necessariamente il fantino che lo ha condotto: è una delle regole più caratteristiche del Palio.
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