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A Pisa, il fiume Arno non è solo lo scenario delle cartoline: è anche il confine simbolico su cui si gioca, ogni anno, una delle rievocazioni più fisiche della Toscana. Sul Ponte di Mezzo, l’ultimo sabato di giugno, due fazioni cittadine si affrontano spingendo un carrello di legno di sette tonnellate, in una sfida che mescola forza bruta, tattica di squadra e secoli di rivalità tra le due sponde della città.
La storia: dal Mazzascudo militare al gioco del 1935
Il Gioco del Ponte discende dal Mazzascudo, il più antico gioco militare pisano, una vera e propria battaglia simulata tra le due parti della città divise dall’Arno. Nella sua forma più violenta e diretta la manifestazione fu sospesa nel 1782 a causa dei troppi feriti, e per oltre un secolo la sfida rimase solo un ricordo. Fu ripristinata nel 1935 in una versione meno cruenta, quella che ha dato origine all’attuale Gioco del Ponte: dopo le prime edizioni del 1935, 1937 e 1938, la Seconda guerra mondiale impose una lunga pausa, prima che la manifestazione tornasse stabilmente nel dopoguerra.

Il Ponte di Mezzo sull’Arno, teatro della sfida tra Tramontana e Mezzogiorno
Le due fazioni: Tramontana e Mezzogiorno
La sfida contrappone le due storiche fazioni cittadine: Tramontana, che rappresenta la parte di Pisa a nord dell’Arno, e Mezzogiorno, la parte a sud. Ogni fazione è a sua volta composta da sei squadre, dette Magistrature, ciascuna legata a un rione specifico: dodici Magistrature in totale, che si alternano nelle sei sfide previste durante la serata.
Il corteo storico
Prima della battaglia sul ponte, la “Mostra delle Parti” porta oltre 700 figuranti in costume storico a sfilare lungo i Lungarni: rappresentanti delle Magistrature, alfieri, tamburini e le massime cariche cittadine in abiti d’epoca attraversano la città in un corteo che restituisce l’immagine della Pisa marinara e militare di un tempo, prima che la sfida vera e propria abbia inizio.
La sfida sul carrello: come si vince
Il cuore della manifestazione è la spinta del carrello, un imponente struttura di legno del peso di circa sette tonnellate, montata su rotaie al centro del Ponte di Mezzo. Venti combattenti per squadra si dispongono ai lati del carrello e lo spingono verso il campo avversario usando la forza delle gambe e del collo, senza poter aiutarsi con le braccia. Uno scontro si conclude quando la bandiera di una fazione supera il traguardo, determinando la “caduta” della bandiera avversaria: vince la fazione che si aggiudica il maggior numero di scontri sui sei complessivamente previsti nella serata.
Non un semplice tiro alla fune: una battaglia di gambe e schiene contro sette tonnellate di legno, con un’intera città divisa in due a fare il tifo dai Lungarni.
Dove vederlo
L’intera manifestazione si concentra sul Ponte di Mezzo e sui Lungarni adiacenti: il pubblico si dispone lungo le sponde dell’Arno e sulle vie che affiancano il ponte, mentre alcune zone con visuale privilegiata sul carrello richiedono un accredito o un posto a pagamento. La giornata si apre nel tardo pomeriggio con l’insediamento del picchetto, prosegue con la Mostra delle Parti in serata e culmina nella Disfida del Ponte più avanti in nottata.
Domande frequenti
Quando si svolge il Gioco del Ponte 2026?
Sabato 27 giugno 2026, come da tradizione l’ultimo sabato di giugno, a conclusione del Giugno Pisano.
Cosa sono le Magistrature?
Sono le dodici squadre in cui si dividono le due fazioni di Tramontana e Mezzogiorno, sei per parte, ciascuna legata a un rione della città.
Quanto pesa il carrello del Gioco del Ponte?
Circa sette tonnellate: viene spinto sulle rotaie del Ponte di Mezzo da venti combattenti per squadra, usando solo la forza delle gambe e del collo.
Perché il gioco fu sospeso nel 1782?
Per l’eccessiva violenza della versione originale, il Mazzascudo: la manifestazione fu ripristinata solo nel 1935 in una forma meno cruenta.
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